lunedì, 25 agosto 2008

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La pioggia durante la notte non è molto rassicurante. Sentire come prima cosa alla mattina appena sveglia le zoccole vicine di tenda che dicono it's definitely gonna rain lo è ancora meno.
Quando mettiamo il culo fuori dalla tenda della gioia il cielo è più coperto della Ele nel sacco a pelo. Le chiedo secondo te quante possibilità ci sono che il cielo si apra nel giro di dieci minuti? Dopo dieci minuti le dico guarda là il cielo è azzurro! Dopo mezz'ora il sole splende e alla fine del festival io potrò vantare un'abbronzatura da muratore e il naso scottato.
Il riposino di metà mattina è allietato dal chitarrista che suona canzoni random di ogni band che si esibirà. Sì, purtroppo sì, Lenny Kravitz e One Republic compresi.
Ho ancora davanti agli occhi, nelle orecchie e un po' dappertutto il concerto dei Muse.
Si inizia con i miei amici Noah And The Whale che sono amici un po' di tutti visto che riempiono la tenda in cui suonano e che le prime due canzoni le sento da fuori. Sono bravi bravi bravi e teneri teneri teneri. Adoro.
Con un tempismo mai visto arriviamo al 4Stage nell'esatto momento in cui i Delays si presentano sul palco. Il cantante è una bella biondina, direi la sorellina dell'altra bella bambina che risponde al nome di Mark Owen. Uno dei concerti più divertenti del festival e qui, minuto uno e trentatrè, io, la mia socia e la mia maglietta con la scritta io odio fabri fibra. Se qualcuno dubitava del fatto che al V ci fossimo andate davvero, beh, siamo anche finite in tv.
Non volendo rubare la scena ai Courteeners durante le riprese del loro set ci spostiamo un po' indietro. Ci fermiamo per qualche canzone. È indubbia l'inutilità di questa band, ma la gente li ama e impazzisce per loro. Vedere tutto questo è carino.
Lascio la Ele a dormire per l'intero set dei One Republic e faccio la cosa più utile di tutta la vacanza. Decido di andare a vedere Sam Sparro. Percorro quei settecento chilometri che mi separano dalla JJB Tent e mi trovo davanti una biondina. Ora, io Sam Sparro non l'ho mai visto. Ma dubito che possa essere una biondina. Soprattutto perchè io quella biondina la conosco. L'ho vista girare per l'azienda. È Robyn. Mi guardo intorno, mi chiedo se sono nel posto sbagliato. No no, è quello giusto. Lei dovrebbe suonare tra un'oretta, perchè è già qui? Chiedo in giro e mi dicono che Sam Sparro ha paccato e che anticipano tutti. Vedo gli inglesi uscire di testa per Robyn. E la cosa preoccupante è che non posso dargli torto! È brava! Sono al concerto di Robyn per sbaglio e mi piace anche! Sarà la birra o sarà l'entusiasmo generale, ma cazzarola non me l'aspettavo.
Torno con un certo entusiasmo dalla bella addormentata sotto al 4Stage e le dico Sam Sparro ha paccato anticipano tutti questo ci risolve un po' di problemi perchè i Travis iniziano e finiscono prima possiamo andare dalla Amy senza correre come pazze!
Il tempo libero lo impieghiamo facendo la fila (allietata, ma neanche poi tanto, dagli Scouting For Girls) per una pizza farlocca che mangiamo sedute per terra nella JJB Tent mentre Calvin Harris finisce il suo set super tamarro e mentre aspettiamo i Travis.
I Travis. Uno dei gruppi della mia vita. Il gruppo più tenero del mondo che fa un concerto bello e adorabile come non mai. Ho quel mio sorriso ebete in faccia e canto Writing To Reach You, Sing, Side, la Flowers In The Window più bella di sempre, All I Wanna Do Is Rock, Turn e Why Does It Always Rain On Me con -momento impagabile- una birra che mi piove in testa al primo accordo, con la stanchezza dei giorni precedenti che sparisce quando prima dell'ultimo ritornello Fran si ferma e dice adesso voglio che saltiate tutti, voglio che ogni singola persona che c'è qui dentro salti. E non possiamo fare altro, cantiamo e saltiamo e ci dimentichiamo la stanchezza.
Contenta come una bambina a Gardaland corro da Amy Winehouse di cui vedo gli ultimi quattro-cinque pezzi, due dei quali mentre sono in fila per la birra. Chissà quale sostanza la tiene in piedi. Pensavo peggio, pensavo non si presentasse. Se la cava bene. Alla fine dell'ultimo pezzo corre via e io muoio dal ridere. Idola, io un po' ti voglio bene, sappilo.
Sui maxischermi del palco principale passa il video di Wonderwall. Gli Oasis non mi lasciano mai sola.
I Kings Of Leon iniziano questo concerto che spacca tutti i tipi di culo e inizia la socializzazione con quattro ragazzi inglesi di cui non ricordo assolutamente i nomi. La Ele va dai Charlatans e io resto con loro a ballare e cantare le canzoni anche non sapendo i testi. Il nanananaaa è universale. Mi mettono in mano lattine di birra e una gelatina alcolica che sta in un bicchierino di plastica da chupito. La mando giù. È disgustosa. Finiscono i Kings Of Leon, saluto i miei compagni di giochi che mi dicono no non andare dai Kaiser Chiefs stai qui! Mica posso abbandonare Riccardino.
Mi butto nella Union Tent per una canzone di Echo And The Bunnymen per accertarmi che stiano facendo un set da antologia. Lo stanno facendo. Eccome. Devo fuggire e corro dalla Ele che mi aspetta con due birre in mano. Sempre sia lodata.
Inizia a piovere.
Arrivano i Kaiser Chiefs e Ricky dice who gives a fuck about the rain.
Piove sempre di più.
Quando stavamo scegliendo chi vedere tra loro, Verve, Chemical Brothers e Guillemots dicevamo beh ma come ci divertiamo dai Kaisers non ci divertiamo da nessuno. Com'è vero. Come si fa a non voler bene a quell'uomo che sembra Benny Hill da giovane che corre qua e là, si arrampica, si butta tra il pubblico, si sdraia per terra? Che delirio.
Smette di piovere e ricomincia a piovere.
Finiscono con Oh My God che è una vera figata.
Finiscono cinque minuti prima del previsto.
La Ele mi prende per mano e corriamo dai Chemical Brothers. L'ultima canzone. La ciliegina sulla torta. Pazzeschi.
È già finito.
Tutto.
Ma?
Com'è possibile?
cree ● 00:11
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sabato, 23 agosto 2008

[...]
Ti svegli dopo qualche gomitata, fai colazione e studi il modo per lavarti i denti e cambiarti. Nel frattempo il sole splende, fisico passa rigorosamente a petto nudo, qualcuno rutta e qualcun altro canta Chelsea Dagger.
Noi cantiamo il cellulare ce l'ho già spento perchè per me sei troppo sbattimento.
C'è tempo per il riposino di metà mattina, sdraiata in tenda ma con le gambe fuori. Dormi un po' e poi apri gli occhi guardi il cielo e inizi a pensare. Cerchi di allontanare l'angoscia e i cattivi pensieri.
È ora di entrare in questo posto immenso, cercare di iniziare a capire dove sono i palchi e rendersi conto che è tutto bellissimo.
I Futureheads sono i primi. Superano il difficile momento iniziale e poi stiamo tutti saltando, cantando, ballando, battendo le mani. Poi guardo a lato palco e c'è questa figura con cappellino rosso e occhiali da sole ridicoli. Perdo le forze e non riesco più a battere le mani a tempo. Adesso il momento difficile lo sto passando io, ma sono brava: tengo tutto per me, non rompo i coglioni a nessuno e ne esco anche abbastanza rapidamente. C'è Hounds Of Love e vorrei correre davanti e urtare il prossimo, non lo faccio solo perchè è ora di andare dagli Shed Seven.
Momento britpop e momento pelle d'oca con Chasing Rainbows. Adoro.
Credo che il mio naso abbia iniziato la fase scottatura qui, mentre sedute per terra attendiamo gli Hold Steady, il cui cantante sembra un padre di famiglia appena uscito da una sitcom americana. Suonano bene e apprezzo ma ecco magari non stiamo qui per tutto il concerto. Andiamo a fare un giro dai Tokyo Police Club che sono tipo i figli del suddetto padre di famiglia. Vanno in giro per festival invece di stare a casa a fare i compiti delle vacanze, ma fanno bene, sono bravi e sanno farsi volere bene.
Palco principale, che c'è da prendere posizione. Ci sono i Lostprophets che urlano un sacco e non li apprezzo perchè proprio non sono il mio genere. Finiscono queste urla folli e ci ritroviamo tipo in quinta fila. Ho davanti i Maximo Park per la tredicesima volta nella mia vita e dopo non so nemmeno più quanto tempo riesco a vivermi bene un loro concerto. Le prime birre che ci piovono in testa. Rido. Canto, mi diverto, salto. Arriva l'ultima canzone, so cosa ci aspetta e le dico sei pronta? Lui dal palco dice Apply! Some! Pressure! ed è delirio. Ed è bellissimo ed era un sacco che non era così divertente. Peccato per i volumi bassi.
L'inutile dj set dei Foals, la cena e poi gli ultimi venti minuti di Kooks. Insopportabili. Che atrocità. E che manie di protagonismo. Venti minuti che sembravano due ore.
E poi ci siamo. Avanti ma non troppo.
Stereophonics.
È la una e mezza di sabato ventitrè agosto, è già passata una settimana, guardo i video che ho scaricato oggi e mi commuovo. Non mi ero resa conto ci fosse tutta quella gente.
Io sono lì in mezzo, da qualche parte. Loro lì sul palco non li ho mai visti ridere così tanto e suonano da dio e suonano tutti i singoloni. Io canto più forte che posso e vorrei che la Nadia fosse lì. Inizia It Means Nothing e non ce la faccio più e piango tutte le mie lacrime. Poi guardi il maxischermo e riesci a vedere il tramonto dietro Kelly Jones che da solo con la sua chitarra suona Maybe Tomorrow e tutto è così maledettamente bello e paradisiaco. Lanciano i coriandoli come quando segna Holly Hutton. Too Many Sandwiches, Traffic, Local Boy In The Photograph e Dakota una dopo l'altra e vorrei che non finisse mai.
Però finisce e mentre avanziamo di un altro paio di file lei mi dice beh cazzo, Matteo deve dare il meglio di sè per riuscire ad essere meglio di loro. Io non dico nulla, mi limito a sorridere perchè lei i Muse non li ha mai visti e non voglio anticiparle nulla, ma so già che vinceranno su tutti a mani basse.
Già il palco da solo è qualcosa che va oltre l'immaginabile.
Si spengono le luci e credo che si fermi anche il tempo.
Sono talmente perfetti che guardando il maxischermo ho l'impressione di guardare un dvd.
Questa è manifesta superiorità. Siamo nelle loro mani, ci prendono e ci rivoltano come calzini. Potrebbero suonare qualsiasi cosa e renderla la canzone più bella mai scritta.
Sostanzialmente, questo dice tutto. Quel video e il nostro abbraccio appena inizia Plug In Baby.
Ho le lacrime agli occhi quando finisce Knights Of Cydonia. Voglio piangere perchè madonna i Muse che concerto hanno fatto.
E voglio che qualcuno mi dica come sia possibile che è già finito il primo giorno, che mi sembra di essere qui da dieci minuti.
[...]
cree ● 01:36
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giovedì, 21 agosto 2008

Sembrerebbe che, seetickets permettendo, a metà ottobre io torni a Londra.
Wembley Arena.
Oasis.
Non ho nemmeno fatto in tempo a tornare che già si pensa alla prossima trasferta.
Tornare a Londra così presto.
Rivedere la Elena e l'Alice e magari anche Johnny Borrell che parla al telefono con Barto.
Ridere e cantare guardando video di un certo livello su youtube. Da Lorella Cuccarini a Sanremo ad Alessandro Errico. Dall'immancabile T'Appartengo ai Take That a Non È La Rai. Dal Grignani d'annata ai Neri Per Caso. Da Alessandro Canino a Marco Masini. Per finire con la somiglianza tra Max Pezzali nel video di Nord Sud Ovest Est e Brandon Flowers nel video di When You Were Young.
Mangiare da Pret À Manger che ha aggiunto un panino nuovo strabuono, camminare camminare camminare, gli smoothies da Starbucks, tappa birra al pub e dischi a poche sterline.
A Ottobre a Trafalgar non ci sarà il maxischermo con le olimpiadi e forse per allora riuscirò a scoprire chi ha vinto quelle due partite di ping pong che abbiamo visto iniziare e mai finire.
A ottobre non avrò con me un sacco a pelo che mi occupa metà valigia e forse avrò smesso di commuovermi guardando i video del V su youtube.
Perchè sì, è stato una figata pazzesca.
Tutto.
Arrivare a Chelmsford ed essere le prime a salire sul pullman per Hylands Park così possiamo scegliere i posti, fare una fila a caso che non era quella giusta e chiedere a chiunque se sapeva dov'era il box office.
Trovarlo, dare la mail di conferma e la carta d'identità e ridere per non piangere visto quanto tempo ci hanno messo a trovare i biglietti. Il tutto sotto un sole cocente che nessuno si aspettava. E loro dentro a sto botteghino con l'aria condizionata. Bella la vita.
Poi il campeggio, scegliere un po' a caso il posto dove mettere la tenda e scoprire poi che l'abbiamo messa in un posto perfetto.
Non fosse che, ahimè, eravamo circondate da figa. E nemmeno di gran livello. Addio sogni di gloria. Però almeno c'era fisico che passava. Sempre senza maglietta. Forse anche quando pioveva.
Ovviamente io non ho ancora capito un cazzo di come si monta una tenda, però mi fido. È stata su. E ovviamente noi abbiamo avuto problemi anche a trovare il posto in cui si scambiava il biglietto con la wristband.
Una volta montata la tenda, gonfiati materassino e cuscini, presa la wristband inizi a realizzare che cazzo ci siamo, siamo al V!
Si inizia a mangiare schifezze e poi si va a vedere Ritorno Al Futuro, che sembra più bello di quanto non sia, bevendo la prima birra del festival, che sembra più buona di quanto non sia.
Poi torniamo in tenda e sì, siamo bravissime con l'incastro e siamo anche agilissime.
Ci addormentiamo chiedendoci insistentemente ma come cazzo hanno fatto a starci in tre qui dentro???
Ci svegliamo prontissime per una due giorni che vedrà piazzarsi al primo posto del mio podio i Muse, al secondo gli Stereophonics e al terzo i Travis.
[...]
cree ● 01:53
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lunedì, 11 agosto 2008

Attendo la mia compagna di viaggio.
Ho così tanta voglia di partire che la valigia l'ho fatta tra ieri e l'altro ieri.
Domani mattina Londra.
Nel weekend V Festival.
E voi no!
J'adddddooooooooorrrrrr.
cree ● 21:40
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giovedì, 07 agosto 2008

Se quell'uomo pelato, un po' stordito e ragazzino dentro dovesse riuscire a fare il colpaccio, prima piangerei di gioia e poi lo metterei al primo posto della classifica dei miei idoli.
Immaginati se ce la fa.
Prova a pensarci.
cree ● 00:44
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martedì, 05 agosto 2008

Non ho scritto di The Dark Knight che è un film grandioso e di come io da sempre ami Batman perchè lui non è come gli altri supereroi. Lui in realtà non ha nessun potere. Ha solo un sacco di soldi e un cervello perfettamente funzionante. Gli altri supereroi invece sono degli emeriti idioti.
Non ho scritto della maestosità del Joker perchè tanto va da sè. Non c'è bisogno di dirlo. Guardi il film e non puoi pensare il contrario. Altrimenti, semplicemente, stiamo parlando di due film diversi. Mi sembra ovvio.
Non ho scritto dei REM che hanno dimostrato cos'è la perfezione. Oh che concerto. Oh! Che! Concerto! Cazzarola!
Non ho scritto degli Editors che hanno giocato fuori casa e che hanno giocato bene non si discute, ma ragazzi, rendiamocene conto, le canzoni del secondo disco danno tutto quello che hanno da dare nei primi due minuti, i minuti restanti asciugano.Volevo skipparli anche dal vivo e non potevo.
Non ho scritto di L'Aura perchè sono buona. Mpf. Si permette di parlare del Duca e non si inginocchia nemmeno. Ma per favore.
Non ho scritto di. Che il tempo l'avrei fermato per un po'.
E non scriverò che sono attualmente pettinata.
Sto impazzendo e non vedo l'ora di partire.
Di vedere l'Alice e la Elena e di presentargli la Ele perchè secondo me possiamo raggiungere livelli di cazzate difficili da eguagliare.
Di montare la tenda e di gonfiare il materassino.
Di stare in mezzo a inglesi ubriachi.
Che poi se penso che i Muse potrebbero suonare Citizen Erased mi viene voglia di sbattere la testa al muro dalla contentezza.
Se penso a tutte le altre band.
Voglio partire.
E non lo so se ci vengo da te se ti presenti nella nme tent.
cree ● 23:56
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