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La pioggia durante la notte non è molto rassicurante. Sentire come prima cosa alla mattina appena sveglia le zoccole vicine di tenda che dicono
it's definitely gonna rain lo è ancora meno.
Quando mettiamo il culo fuori dalla tenda della gioia il cielo è più coperto della Ele nel sacco a pelo. Le chiedo
secondo te quante possibilità ci sono che il cielo si apra nel giro di dieci minuti? Dopo dieci minuti le dico
guarda là il cielo è azzurro! Dopo mezz'ora il sole splende e alla fine del festival io potrò vantare un'abbronzatura da muratore e il naso scottato.
Il riposino di metà mattina è allietato dal chitarrista che suona canzoni random di ogni band che si esibirà. Sì, purtroppo sì, Lenny Kravitz e One Republic compresi.
Ho ancora davanti agli occhi, nelle orecchie e un po' dappertutto il concerto dei Muse.
Si inizia con i miei amici
Noah And The Whale che sono amici un po' di tutti visto che riempiono la tenda in cui suonano e che le prime due canzoni le sento da fuori. Sono bravi bravi bravi e teneri teneri teneri. Adoro.
Con un tempismo mai visto arriviamo al 4Stage nell'esatto momento in cui i
Delays si presentano sul palco. Il cantante è una bella biondina, direi la sorellina dell'altra bella bambina che risponde al nome di Mark Owen. Uno dei concerti più divertenti del festival e
qui, minuto uno e trentatrè, io, la mia socia e la mia maglietta con la scritta
io odio fabri fibra. Se qualcuno dubitava del fatto che al V ci fossimo andate davvero, beh, siamo anche finite in tv.
Non volendo rubare la scena ai
Courteeners durante le riprese del loro set ci spostiamo un po' indietro. Ci fermiamo per qualche canzone. È indubbia l'inutilità di questa band, ma la gente li ama e impazzisce per loro. Vedere tutto questo è carino.
Lascio la Ele a dormire per l'intero set dei
One Republic e faccio la cosa più utile di tutta la vacanza. Decido di andare a vedere
Sam Sparro. Percorro quei settecento chilometri che mi separano dalla JJB Tent e mi trovo davanti una biondina. Ora, io Sam Sparro non l'ho mai visto. Ma dubito che possa essere una biondina. Soprattutto perchè io quella biondina la conosco. L'ho vista girare per l'azienda. È
Robyn. Mi guardo intorno, mi chiedo se sono nel posto sbagliato. No no, è quello giusto. Lei dovrebbe suonare tra un'oretta, perchè è già qui? Chiedo in giro e mi dicono che Sam Sparro ha paccato e che anticipano tutti. Vedo gli inglesi uscire di testa per Robyn. E la cosa preoccupante è che non posso dargli torto! È brava! Sono al concerto di Robyn per sbaglio e mi piace anche! Sarà la birra o sarà l'entusiasmo generale, ma cazzarola non me l'aspettavo.
Torno con un certo entusiasmo dalla bella addormentata sotto al 4Stage e le dico
Sam Sparro ha paccato anticipano tutti questo ci risolve un po' di problemi perchè i Travis iniziano e finiscono prima possiamo andare dalla Amy senza correre come pazze!
Il tempo libero lo impieghiamo facendo la fila (allietata, ma neanche poi tanto, dagli
Scouting For Girls) per una pizza farlocca che mangiamo sedute per terra nella JJB Tent mentre
Calvin Harris finisce il suo set super tamarro e mentre aspettiamo i Travis.
I
Travis. Uno dei gruppi della mia vita. Il gruppo più tenero del mondo che fa un concerto bello e adorabile come non mai. Ho quel mio sorriso ebete in faccia e canto Writing To Reach You, Sing, Side, la Flowers In The Window più bella di sempre, All I Wanna Do Is Rock, Turn e Why Does It Always Rain On Me con -momento impagabile- una birra che mi piove in testa al primo accordo, con la stanchezza dei giorni precedenti che sparisce quando prima dell'ultimo ritornello Fran si ferma e dice
adesso voglio che saltiate tutti, voglio che ogni singola persona che c'è qui dentro salti. E non possiamo fare altro, cantiamo e saltiamo e ci dimentichiamo la stanchezza.
Contenta come una bambina a Gardaland corro da
Amy Winehouse di cui vedo gli ultimi quattro-cinque pezzi, due dei quali mentre sono in fila per la birra. Chissà quale sostanza la tiene in piedi. Pensavo peggio, pensavo non si presentasse. Se la cava bene. Alla fine dell'ultimo pezzo corre via e io muoio dal ridere. Idola, io un po' ti voglio bene, sappilo.
Sui maxischermi del palco principale passa il video di Wonderwall. Gli Oasis non mi lasciano mai sola.
I
Kings Of Leon iniziano questo concerto che spacca tutti i tipi di culo e inizia la socializzazione con quattro ragazzi inglesi di cui non ricordo assolutamente i nomi. La Ele va dai Charlatans e io resto con loro a ballare e cantare le canzoni anche non sapendo i testi. Il
nanananaaa è universale. Mi mettono in mano lattine di birra e una gelatina alcolica che sta in un bicchierino di plastica da chupito. La mando giù. È disgustosa. Finiscono i Kings Of Leon, saluto i miei compagni di giochi che mi dicono
no non andare dai Kaiser Chiefs stai qui! Mica posso abbandonare Riccardino.
Mi butto nella Union Tent per una canzone di
Echo And The Bunnymen per accertarmi che stiano facendo un set da antologia. Lo stanno facendo. Eccome. Devo fuggire e corro dalla Ele che mi aspetta con due birre in mano. Sempre sia lodata.
Inizia a piovere.
Arrivano i
Kaiser Chiefs e Ricky dice
who gives a fuck about the rain.
Piove sempre di più.
Quando stavamo scegliendo chi vedere tra loro, Verve, Chemical Brothers e Guillemots dicevamo
beh ma come ci divertiamo dai Kaisers non ci divertiamo da nessuno. Com'è vero. Come si fa a non voler bene a quell'uomo che sembra Benny Hill da giovane che corre qua e là, si arrampica, si butta tra il pubblico, si sdraia per terra? Che delirio.
Smette di piovere e ricomincia a piovere.
Finiscono con Oh My God che è una vera figata.
Finiscono cinque minuti prima del previsto.
La Ele mi prende per mano e corriamo dai
Chemical Brothers. L'ultima canzone. La ciliegina sulla torta. Pazzeschi.
È già finito.
Tutto.
Ma?
Com'è possibile?