giovedì, 30 novembre 2006

Non importa se Noel aveva più voglia di stare a casa a vedere la replica di Lost su Fox di quanta ne avesse di essere lì sul palco a suonare, non importa se l'ottantacinque per cento dei presenti non aveva capito che ad un concerto acustico non è il caso di fare casino neanche fossimo allo stadio e non importa se Del Piero su quel palco non c'entrava poi molto.
Non so quanto è durato il concerto che aspettavo da dieci anni, non lo so e non mi interessa nemmeno saperlo. So solo che ho avuto i brividi, quelli potenti, quelli che fanno male, dal primo accordo di It's Good To Be Free all'ultimo di Married With Children. E dieci anni di attesa sono tanti, troppi, che ancora non riesco a realizzare di aver avuto davanti a me Noel Gallagher che suonava in acustico le canzoni della mia vita. Perchè quelle canzoni sono io. Quelle canzoni sono il mio cuore e la mia anima. Perchè Noel, volente o nolente, è sempre riuscito e sempre riuscirà a scrivere canzoni che mi smuovono qualcosa dentro e che di prepotenza mi prendono e non mi lasciano più. Canzoni che sono l'abbraccio di un amico che inconsapevolmente mi capisce e mi conosce come pochissimi altri.
Posso amare tutte le band e tutti i dischi che voglio, ma mai nessuno sarà come lui, come loro. Nessuno.
Occhi lucidi e vitrei, mani giunte come se stessi pregando e sussurrare le parole di ogni canzone.
Concerto del mese. Dell'anno. Della vita.
E sabato sera andiamo da Badly Drawn Boy con la consapevolezza che nessun altro concerto avrà senso se paragonato a questo.
cree ● 02:40
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martedì, 28 novembre 2006

Damien Rice è un omettino piccolo e tenerello che non firma niente a nessuno. Ha i roadie più assurdi che si possano immaginare ed ha mille mila pedali. Per le prime canzoni non parla, non dice nulla.. Non apre nemmeno gli occhi e se li apre guarda per terra. Uno showcase durato un'oretta. Uno showcase che definire bellissimo è riduttivo. Quanta gente ci sarà alla casa per lui? Una cinquantina di persone, forse qualcuna meno. Non mancano i vip: Daria Bignardi, Jimmy e Federico di operazione trionfo, Niccolò Fabi che però non ho visto e chissà quanti altri che non ho riconosciuto.. Insomma, manca solo Tzn. Chissà quanti sono qui solo perchè non hanno nulla di meglio da fare.. Indubbiamente i due che ridono mentre Damien suona. Problemi loro comunque. Quell'ometto irlandese si alterna tra piano, chitarra acustica e chitarra elettrica, suona tutto alla perfezione e ha una voce splendida. Io lì, in prima fila a sussurrare le parole di ogni canzone, con i brividi su tutto il corpo e a volte con le lacrime agli occhi. Elephant come primo pezzo e, dio mio, quella Rootless Tree solo piano e voce e il finale con I Remember. E Woman Like A Man, Volcano, Delicate, The Animals Were Gone, Accidental Babies e Coconut Skins.
Un'emozione durata nove canzoni e poi tutti a casa.
E' stato amazing, come ho detto a lui dopo, a bit short, come ha detto lui a me, ma splendido. E ha scelto di non suonare i due singoloni del primo album. Nè Cannonball nè The Blower's Daughter. Nemmeno il primo singolo del secondo disco, niente 9 Crimes. Però che splendore.
Aspettando marzo, per un concerto con tutta la band.
cree ● 23:40
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giovedì, 23 novembre 2006

Basta.
Andato.
Finiti.
Esami finiti.
Il venti più sudato della storia.
E vale più di un trenta e lode.
Un'ora e più di orale.
Sfinimento.
Venti è il numero più bello di sempre.
Sì sì lo so che in realtà devo fare anche il progetto, ma una volta passato l'orale è fatta.
E poi per Milano regalavano lattine di redbull. Ghiacciate. E le mie mani erano ancora più ghiacciate.
Quanto ho riso oggi.
E quanto sto ridendo adesso.
Sto sentendo il disco nuovo dei Take That.
Idoli.
A prescindere.
E' il primo ascolto e sono alla quarta canzone.
Ma comunque idoli.

Take That - Like I Never Loved You At All
cree ● 01:34
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sabato, 18 novembre 2006

Sto morendo di sonno.
Mi servirebbero un paio di redbull. Per endovenosa.
Ho dormito due ore e alle sette e mezza ho iniziato ad aggiornare quella maledetta pagina di ticketone ogni dodici secondi, consapevole di tutto ciò che accadeva ai vari livelli di astrazione della rete.
Alle 11.42 il get condizionato ha fatto apparire la scritta biglietti sotto info. E tachicardia. Tre nuove registrazioni a ticketone, provare ad acquistare quei biglietti con due browser contemporaneamente.
Una transazione non è andata a buon fine. L'altra sì.
I am now the proud owner of due biglietti per il concerto acustico di Noel del ventinove novembre.
E anche of an official Kaiser Chiefs set list. Ma anche sticazzi. Noel. Live. Acustico. Il concerto della vita.
Dio solo sa quanto mi dispiace non essere riuscita a prendere altri due biglietti. Ci ho provato. Più volte. Ma ho fallito. Ogni volta dava errori diversi quello schifo di ticketone. Sono contenta di avere i biglietti -mentirei sapendo di mentire se dicessi il contrario-, ma allo stesso tempo sono dispiaciuta di non essere riuscita a prenderne altri due. Mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace. Tanto.
Hhmm.. Il concerto dei Kaiser Chiefs di ieri sera è stato il concerto più malinconico dell'anno. Per ovvi motivi. Però mi è piaciuto, bel concerto e le canzoni nuove non mi sembravano male. Meglio o peggio dell'anno scorso? Se solo mi ricordassi un po' di più quello dell'anno scorso. Credo meglio però. Non fosse altro che c'è stato il momento tutti suuuu, tutti giùùùù e il momento panico quando ciccio pasticcio ricky si è buttato sul pubblico come se si stesse tuffando in piscina. Ho avuto paura che mietesse qualche vittima.
Martedì sera alla fine sono andata da Vincent Vincent & The Villains. Sempre più idoli. Peccato che il pubblico era composto da venti persone. Sono proud owner anche della loro scaletta rudimentale. Quando raggiungeranno il successo dei Kooks potrò vantarmi. Ma tanto non passeranno mai da perfetti sconosciuti a gruppo da stadio. Sono troppo bravi per gli standard dell'mtv generation.
Giustamente a qualcosa dovevo rinunciare. Ai White Rose Movement. Tant'è.
Sono anche riuscita finalmente a vedere Little Miss Sunshine. Che film splendido.
Dimenticavo.. Il secondo highlight della mattinata, il primo è Noel ovviamente.
Senti Damien Rice fa uno showcase a Milano il ventisette novembre, ti metto in lista, ok? Ma non devi nemmeno chiedermelo, agisci! Many thanks.
Andrò a studiare.

Field Music - You're So Pretty...
cree ● 00:12
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mercoledì, 15 novembre 2006

Un anno fa, Alessandra, Alice, Ani, Anna Fogbow, Barto, Chiara, Daniele Fogbow, Elena, Fra, Manu, Marin, Massi, Nadia, Paola, Silvia, Sonja, Valeria.

Un anno fa, Paul.

Emo.
cree ● 13:39
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martedì, 14 novembre 2006

Velocemente, prima di riprendere a studiare.
Il concerto dei Killers, nonostante incazzature varie ed eventuali, è stato bello. Anzi di più.
Mi è piaciuto molto di più di quanto pensavo appena uscita dal Rolling Stone. Quelli che hanno suonato nel duemilacinque nello stesso posto, erano altri. Era un'altra band.
Sticazzi se Brandon stona. Sticazzi se chitarrista e bassista sono due statue viventi. Sticazzi se il pubblico sembrava arrivare direttamente da una serata di Joe T Vannelli. Hanno dei pezzi micidiali, delle canzoni che amo follemente ed è stato, semplicemente, troppo bello.
E poi hanno il tecnico delle luci più tenero del mondo, che mi regala la setlist e fa riorganizzare il suo spazio lavorativo per farmi salire dietro di lui e migliorarmi la visuale.
Comunque, cari Killers siete dei bastardi. Con due camion giganti -di cui uno solo per la scritta Sam's Town e le decorazioni da sagra del carciofo- avete occupato tutti i parcheggi esistenti costringendomi a parcheggiare in divieto di sosta. Mi dovete trentacinque euro. Vi avrei ucciso quando ho realizzato di aver preso la multa.
He doesn't look a thing like Paul Smith.
Oggi c'è stata l'idea di una partenza, l'ennesima, intorno al venti dicembre.
Idea accantonata.
La prossima volta voglio giocare in casa. Con la tifoseria dalla mia parte.
Lo strato di trasporto sta monopolizzando il mio tempo.
Mi sa che domani Vincenzo Vincenzo non mi vede.
E adesso posso tornare al trasferimento affidabile dei dati.
cree ● 02:42
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mercoledì, 08 novembre 2006

Adesso ho una data.
Adesso so che il ventidue novembre alle dieci del mattino sarò in un ufficio di due metri per due ad arrampicarmi su tutti gli specchi disponibili per ottenere un diciotto.
Tra due settimane.
Ho paura.
Da domani alzerò il culo da questa sedia solo per lavarmi.
Mangiare e dormire sono perdite di tempo.
Credo che uscirò di casa solo per andare a concerti vari.
Tipo i Killers domani.
Che in realtà mi è anche passata la voglia di andarci.
Troppo incazzata.
Ognuno ha le sue priorità nella vita. Io forse dovrei rivedere le mie. Ma non ne sono capace.
Devo leggere il pdf sulla dodicesima parte dell'mpeg-21.
Devo finire di rivedere il capitolo dello strato di collegamento.
Mi sembra di essere tornata a scuola. Quando avevo verifiche e interrogazioni tutte ammassate in una settimana e mi chiedevo perchè il giorno non durasse quarantotto ore.
Perchè il giorno non dura quarantotto ore?
Perchè se no raddoppierebbe il tempo che deve passare prima che tu possa rivederlo. Mi hanno detto così. E' una buona ragione.
Mi serve una data anche per quello.
Avrò paura anche per quello.
Probabilmente più di quanta ne ho adesso per l'ultimo impossibile esame.
Ho bisogno di dormire.
Devo tornare a studiare.
Ancora per un paio d'ore.
cree ● 02:17
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lunedì, 06 novembre 2006

Iniziando dai Take That all'Alcatraz. Sì, decisamente evento dell'anno. Never Forget. Due volte. Che canzone splendida. E soprattutto io e J che ci facciamo intervistare da AllMusic. Il venti novembre in tv. Credo. E poi uscire e scrivere sul muro qualcosa che con i Take That non c'entra nulla. E' stato talmente bello che dovrebbero rifarlo. O potrebbero farlo per Tzn.. Qualcosa mi dice che farebbe ancora più ridere.
I Kooks ieri sera. Obiettivamente sono bravi. Obiettivamente hanno fatto un bel concerto. Soggettivamente direi cheppalle. Ho aperto una salumeria.. No, non una, una catena.. Franchising. E poi ero così schiacciata che non ho potuto nemmeno ballare la macarena su Seaside. Ah, i gruppi di supporto erano ottimi contro l'insonnia. E hanno suonato più loro dei Kooks. Ma la cosa più divertente erano le ragazzine che non sapevano che quelli lì sul palco a cui urlavano epiteti di ogni tipo prima del loro gruppo preferito erano roadie che non erano lì a divertirsi e no, quello che prova il volume dei microfoni dicendo cose a caso non è il presentatore. Sto ancora male dal ridere.
Mercoledì sera Killers. E sento che il pubblico sarà lo stesso di ieri sera. Speriamo ci regalino altre perle.
Dopo il concerto di ieri panzerotto. Li hanno cambiati. Non sono più fritti e indigesti come una volta. E costano anche cinquanta centesimi in più. Ci sono rimasta un po' male.
Nel frattempo, sono sull'orlo di un esaurimento psicofisico. Dare al post lo stesso titolo dell'ultimo paragrafo di ogni capitolo di quel libro infernale è l'ennesima conferma del fatto che sto impazzendo. Non ce la farò mai. Non so se ridere o piangere.
Andare a dormire potrebbe aiutare.
E Marta è l'unica che mi dà soddisfazioni.

The Shins - A Comet Appears
cree ● 03:29
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