Newcastle è più grande di quanto si possa immaginare.
Newcastle è pacchiana e dozzinale sotto certi punti di vista.
Newcastle è planimetricamente incomprensibile.
A Newcastle i gatti capiscono e ti indicano la via. Seguirli è meglio, sempre.
Noi abbiamo preferito l'opzione
strade a caso. Ma siamo arrivate lo stesso.
E poi camminare, camminare, camminare per ore.
Piazza Tamarro, statue di dubbio gusto e raffiguranti uomini in strane posizioni, ponti di materiali non ben identificati, monumenti messi lì a muzzo e una porta cinese per niente di classe. Da una parte Chinatown, dall'altra lo stadio.
E poi la costa. Quella costa che è
always changing. E c'è odore di Ticino. Però è bello.
E' tutto più bello lassù.
E in fondo a me Newcastle piace. Per diversi motivi.
Sabato
HiFi Festival ubicato in mezzo al nulla. Quaranta minuti in pullman per arrivare tra le campagne
parmensi/piacentine, altri quindici minuti di camminata in un campo fangoso, con l'erba alta e controvento. E cazzo che freddo.
C'è un palco solo. Manca un palco. Doveva suonare un sacco di gente e alla fine suonano in sei. I
Forward Russia con i suoni fatti malissimo, non si sente niente e abbandono il campo dopo un paio di canzoni, perchè magari di là c'è.. E no, non c'è. Escono quattro maximi su cinque, due tecnici del suono e qualche roadie, ci sono gli Editors e i Dirty Pretty Things, credo di aver visto uscire anche il papa e John Lennon, ma tu no. Dove cazzo sei?
Attesa insofferente, snervante. I
Brakes li perdo. Parlo con l'indiano ciccione che è abbastanza idolo, Carl Barat da sobrio è la persona più noiosa del mondo, Anthony mi spacca.
Che ore sono? Le quattro e venti. Oh cazzo di già? Devo andare a suonare tra un po'! Ecco sì. Il momento
Dirty Pretty Things. Prima canzone persa a causa di attese invane. Ma poi mi posiziono in seconda fila, con una certa tristezza. Tristezza che scompare quando mi rendo conto che il dolore che sentivo in faccia era causato dalla grandine. Volevo morire dal ridere. Ma può grandinare?? Bel concerto comunque, ma a Milano era meglio. E a Milano ho preso anche più botte, me l'aspettavo più cattivo il festival inglese. E' l'ora dei
Maximo Park. Transenna. E ti vedo a lato del palco e sei splendido. Cappellino col ponpon. Graffiti. E sono indubbiamente i migliori del giorno. Pochi cazzi. Le canzoni nuove spaccano e le altre sono sempre perfette. Manca Once, A Glimpse però. E io sono in stato catatonico. Salti giù dal palco, scivoli e cadi di culo per il fango e i pantaloni adesso non sono più così bianchi. Che tenerezza. Ok mollo la transenna. Vado di là. Entrare e uscire circa dieci volte. Solo Tom. Rassegnazione. No. Oddio. Eccolo. Eccoti.
Hello there. Un saluto e un
it's nice to see you again che ripagano di tutta la fatica fatta per attraversare il campo e arrivare qui. E un sorriso che in quel freddo riscalda. E mi ti portano via sempre.. Foto, autografi, Didz rompicoglioni. Ma poi ce la faccio a darti il regalo e tu mi guardi, mi sorridi e
you're so kind! You're so kind you've come here! Abbraccio, bacio. E poi sparisci nel backstage perchè devi andare. E io sono lì. A metà tra la felicità e la disperazione perchè non ti ho parlato quasi per niente. Perchè non so se al djset ci sei. Prevale la felicità. E un po' mi viene da piangere perchè questo momento lo aspettavo da tanto. Vado a vedere gli
Editors. Da sola, in disparte e con le lacrime agli occhi. Concerto visto a pezzi. In fondo l'acustica è pessima per il vento. Provo ad andare avanti e mi rendo conto che stanno suonando un po' alla cazzo. Tom non ce la fa, anche loro meglio a Milano. Cercare di ripigliarsi un po' dal freddo prima di
Ian Brown. Che boh. Alla fine non l'ho seguito poi tanto, avevo altro per la testa. Ma concerto meritevole.
Gesti simil-Vasco, o così sembra. I Wanna Be Adored, Made Of Stone, I Am The Resurrection. Attraversare ancora quel campo, ancora più fangoso e fa ancora più freddo. Pullman, taxi, nanna.
Domenica. Djset al Cosmic Ballroom. Ma tu ci sarai? A mezzanotte e mezza la conferma. Ci sei, mi sorridi e mi saluti. E io che non capisco più niente. Parliamo. Indicazioni precise,
down the river giù di là. Lukas che come dj è pessimo. Nel giro di dieci minuti si è giocato le uniche tre belle canzoni: Your Kisses Are Wasted On Me, Stupid And Shallow e Judy. Dopo poco la sostituzione. Va già meglio, tu già ce la fai di più a mettere i dischi. E io passo la serata a guardarti e le quattro di mattina arrivano in frettissima.
You know the way I feel. La foto più bella di tutte, parliamo ancora, te lo dico in italiano. Ridi. Lo so che non hai capito, ma è meglio così. Mi guardi perplesso, ok.
Lunedì,
Orange Evolution Festival che è appunto
down the river giù di là. Due palchi vicini, uno a sedici chilometri di distanza. Voglio i
Field Music. Sono di là. Camminando penso che sarebbe bello se ti incontrassi e tu appari. E sei bellissimo come sempre. Sei
quite fresh. E la mia spilla è ancora lì.
Yeah, it's still here, thank you! Ok niente Field Music. Ti perdo di vista ed è meglio, forse.
Boy Kill Boy. Bravini sì. Onesti. Fanno il loro lavoro, meritandosi il sei politico, come il Pessotto dei bei tempi andati. Gruppi country sull'altro palco. Freddo.
Graham Coxon grandioso, ma perchè deve aprire per gli Hard Fi? Mondo ingiusto. Il festival lo facciamo finire con
mister G. E poi a dormire, che dobbiamo partire.
Penso che se mi faccio arrestare posso rimanere lì. Ma non lo faccio. Non voglio partire.
Non volevo partire.
Oh don't mind it. No, non ci riesco.
I'm just a person.No, non è vero.
Paul ha gli occhiali e il nasino all'insù, Paul.
Dresden Dolls ieri sera. Gratis, anche questo. E fanno un gran concerto. Iniziano con Will You Smile Again For Me degli And You Will Know Us By The Trail Of Dead. E chi ben comincia.... Ben comincia. Bravi bravi bravi davvero. Poco altro da dire. Mi sono piaciuti un sacco. Tutto qui.
E oggi, dopo essermi scottata il naso a Newcastle (e già questo ha dell'assurdo), mi addormento al sole e mi scotto il braccio destro. Che dolore. Per quest'anno ho già preso fin troppo sole. E mi sono persa il concerto di Cristina D'Avena. Imperdonabile.

The Pipettes - Pull Shapes